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Se il cibo spazzatura diventa dietetico

Posted by : alessandra | On : 10 agosto 2013

Patatine fritte, cheeseburger e meredine tra poco potrebbero non essere più una minaccia per la linea e la nostra salute. L’industria alimentare chiede aiuto alla scienza e agli esperti di cucina per ridurre grassi e zuccheri nei cibi senza rinunciare al gusto.

Cibi gustosi e ipercalorici da una parte, cibi sani e dietetici dall’altra: fino ad ora tra le due categorie la distanza è sempre stata netta, un divario che si esprime sotto forma di percentuali di grassi e zuccheri in eccesso.
Ma forse oggi le cose stanno per cambiare, una rivoluzione che parte dall’America, proprio nel paese dove il cibo spazzatura e ipercalorico è quasi uno standard nazionale. E’ proprio qui infatti che tra i consumatori sta crescendo l’attenzione verso la qualità del cibo e la sua ricaduta sulla salute, complice forse anche una maggior consapevolezza verso l’obesità e altre malattie legate all’alimentazione come il diabete e il colesterolo in eccesso.
Ad esserne accorti per primi sono stati i grandi marchi alimentari e le catene della ristorazione per i quali è ormai chiaro che, rispetto al passato, i consumatori sono molto più attenti alle caratteristiche nutrizionali dei cibi che acquistano.
Poiché però, si sa, gli americani non vogliono rinunciare a nulla e proprio non ce la fanno ad accontentarsi di una fettina di pollo ai ferri e di un’insalatina per cena, ecco che allora, piuttosto che modificare le abitudini alimentari di un’intera nazione, i grandi produttori di snack, cheeseburger e merendine sono corsi ai ripari sfornando sul mercato, con l’aiuto di scienziati e chef, nuovi prodotti gustosi i come i precedenti ma decisamente più salutari. E’ il caso dei cereali per bambini della Kellogg’s meno ricchi del 30% di zuccheri o dei nuovi menù in arrivo della Taco Bell a ridotto apporto di grassi.
La sfida è sicuramente ambiziosa: preservare la salute senza intaccare il gusto, anzi, se possibile, esaltandolo ancora di più.  La strada passa necessariamente attraverso la ricerca: ingegneri, fisici e biologi studiano la natura degli alimenti cercando di perfezionarli per una clientela sempre più esigente e attenta alla linea, gli chef mettono a disposizione la propria esperienza ai fornelli fornendo suggerimenti ed indicazioni preziose.
Ed è così che, ad esempio, si è scoperto che le erbe, soprattutto le alghe, possono sostituirsi al sale per dare sapore, l’uvetta dona un gusto dolce senza innalzare l’indice glicemico, le cipolle dolci sono altrettanto utili e prive di effetti collaterali.
E non finisce qui: anche le castagne ci vengono in aiuto sostituendosi nel gusto e nella consistenza al formaggio mentre dalle radici di un’erba, la pastinaca, finora poco nota in cucina, si ricava una crema molto gusotosa in grado di sostituire in maniera efficace il burro e altri condimenti ricchi di grassi.
Anche le modalità di cottura e il processi di lavorazione offrono molteplici opportunità per migliorare il sapore dei cibi senza eccedere in grassi e sale.
Pioniere in questo senso in Italia è stato il marchio Barilla che ha dato vita recentemente ad una nuova linea di biscotti cotti al vapore con l’aggiunta di aria surriscaldata, riuscendo ad ottenere un abbattimento dei grassi del 40%. Attualmente una decisa sperimentazione è in corso anche sui sughi per ridurne il contenuto di sale (negli ultimi tre anni è stato ridotto del 23%), grazie all’impiego di spezie e erbe aromatiche.

Una nuova era si prospetta dunque all’orizzonte? Sembrerebbe di si e chissà che, ben presto che snack e merendine non diventino i migliori alleati del nostro girovita.

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