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Preparare il tè: un corso a Napoli per imparare i segreti di un rito millenario

Posted by : alessandra | On : 4 ottobre 2012

In una città frenetica come Napoli la pausa si chiama caffè. Eppure oggi per staccare la spina e concedersi un momento di relax non esiste solo la classica “tazzulella” al bar o preparata con la moka a casa propria. Sono sempre più numerosi coloro che, anche a Napoli, iniziano ad apprezzare l’aroma e le proprietà benefiche del tè.
Lo sa bene Giuseppe Musella che insieme alla moglie un anno e mezzo fa circa ha aperto QUALCOSADITE’ , il primo tea shop partenopeo nel cuore del centro storico di Napoli, al cui interno è possibile trovare tutto ciò che riguarda la preparazione e il consumo di questa bevanda.
“I nostri clienti” – afferma – “sono diventati sempre più esigenti: conoscono il tè e le sue virtù, ne apprezzano l’aroma e scelgono le varietà di tè più pregiate. Rispetto al passato il consumo di questa bevanda non è pià targettizzabile, a preferirlo sono giovani e anziani, donne e uomini, per fare la colazione, per una pausa nel pomeriggio o anche la sera (oggi esistono alcuni tipi di tè con bassissime dosi di caffeina).  Ma c’è anche chi lo consuma al lavoro”.
Ed è proprio per venire incontro ai desideri di una clientela sempre più appassionata ed esigente che nasce il primo Corso base di Degustazione e Conoscenza del tè organizzato da QUALCOSADITE’ con la direzione di Giustino Catalano,  Tea Tester professionista.

Articolato in tre giornate (oggi, giovedì 11 e giovedì 18 ottobre) il corso propone un vero e proprio viaggio nel mondo del tè:  si parte dalla Cina, successivamente si fa tappa in Giappone per assistere all’antico rito del Chanoyu e sorseggiare il pregiatissimo matcha, infine un salto nell’isola di Taiwan, per poi rilassarsi sotto l’ombra di un platano nell‘India del Nord ai piedi dell’Himalaya, sorseggiando un Darjeeling bianco. Ognuno dei tre appuntamenti prevede un momento dedicato alla degustazione.
Nella prima lezione si spiegano le origini di questa pianta e la sua diffusione in Cina, Giappone e nel Sudest asiatico, le varie forme di lavorazione e le regole base per la preparazione di una buona tazza di tè.
Protagonista della seconda lezione sarà il il tè nero, insieme al racconto delle rotte commerciali del tè e alle guerre che si generarono intorno ad esso. La terza e ultima lezione è dedicata alla preparazione dell’infuso e alle sue numerose varianti: esistono infatti i tè bianchi, gialli, wuloong (oolong), aromatizzati o scented, pressati, affumicati,  i wa-cha.

I quattro tipi di tè più comuni sul mercato sono quattro: il tè nero, l’oolong, il tè verde e il tè bianco. Tutte queste varietà provengono dalla medesima pianta, ma subiscono processi differenti e si distinguono per il processo d’ossidazione: completo per la varietà nera, parziale per l’oolong, non avvenuto per il verde ed il bianco che si distingue dagli altri grazie ad un accurato processo di raccolta. Anche il Pu-erh, un tè nero fermentato due volte, è spesso classificato tra le principali varietà.  Il suo gusto è definito dai cinesi di “terra bagnata da pioggia recente”. Insieme al tè verde – mi spiega Giuseppe – è uno dei prodotti maggiormente richiesti per le sue proprie bruciagrassi capaci di accellerare il metabolismo e combattere il colesterolo cattivo.

Il tè è per certi versi simile al vino: le caratteristiche che lo rendono più o meno pregiato, derivano da tre fattori principali: l’altitudine, l’umidità del terreno, la raccolta. I tè più pregiati vengono venduti all’asta con un costo che p uò arrivare a toccare i 500-600 euro per 250 grammi di tè.
Come e più del vino, il tè è ricco di polifenoli, sostanze antiossidanti che contribuiscono al benessere del nostro organismo. La componente salutistica e di benessere è uno degli elementi che hanno contribuito all’odierno successo di questa bevanda, seconda nel consumo solo all’acqua, e l’hanno resa per coì dire di moda.

Tra le altre cose, nel corso della terza lezione si parlerà anche dei riti del tè. Mi sorge a questo punto spontanea una domanda: esiste ancora oggi un rito del tè? “Certo – mi risponde Giuseppe – “per molti versi la preparazione del tè è ancora un rito. Non come lo era anticamente in Oriente, dove era legata agli aspetti dell’accoglienza e alla solennità delle feste. Tuttavia ancora oggi la preparazione di questa bevanda è un rituale complesso, per certi versi quasi meditativo, che si nutre, per così dire, del tempo dell’attesa. Basti pensare che per ottenere una tazza di infuso di tè occorre impiegare almeno 10-15 minuti tra bollire, lasciare in infusione, filtrare e così via”.

Comment (1)

  1. manuela said on 26-10-2012

    a quando il prossimo corso? possibilmente nel week end?

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