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Pracownia, il concept restaurant che ricorda lo studio di un pittore

Posted by : alessandra | On : 25 ottobre 2013

Qui l’arte non è solo quella dello chef ma anche quella dei colori ad olio e delle vernici. Alla pittura e  ai suoi strumenti si ispira infatti Pracownia, il ristorante progettato dalla designer polacca Karina Wiciak.

Tavoli dai ripiano a forma di tavolozza, schizzi di pittura ovunque persino sul soffitto, colonne portanti a forma di giganteschi pennelli. Pensereste di essere nel laboratorio di un pittore ed invece no, indovinate un pò, siete al ristorante pronti per ordinare, sebbene si tratti di un ristorante davvero molto particolare.
E non c’è dubbio che si tratta di una location un po’ insolita dove può essere divertente anche semplicemente sorseggiare un caffè guardandosi attorno.

Opera della designer Karina Wiciak, si chiama “Pracownia” e richiama anche nel nome, che  in polacco significa workshop, il concept del progetto ispirato alla bottega creativa di un pittore.

Il colore di fondo è il bianco che conferisce grande luminosità all’ambiente e poi dovunque le macchie di colore, sul pavimento, sul soffitto e gli arredi.

A rendere, tuttavia, estremamente elegante l’insieme le rifiniture in metallo bianco e argento.
A forma di tavolozza sono i ripiani dei tavoli e le lampade a sospensione, le colonne portanti assomigliano a degli ernomi pennelli conficcati nel soffitto, dominante è anche la forma del secchio di vernice, scelto come base dei tavoli e ancora una volta per le lampade. Dai tavoli al posto delle candele sbucano dei pennelli le cui spazzole fungono da elementi luminosi.

E non dimenticate, mi raccomando, di fare un salto alla toilette. Persino nel bagno , infatti, nulla è lasciato al caso: la tazza e il lavandino sono a forma di secchio mentre lo specchio poggia su un cavalletto.

Ma Pracownia non è figlio unico, bensì il decimo di altri fratelli, fa parte infatti della collezione XII, una serie di bar e ristoranti a tema creati dallo studio di design Wamhouse di Chojnice, uan piccola cittadina polacca.

Wiciak infatti non è nuova a queste sperimentazioni: suo anche il progetto “Ubojnia”, che in polacco significa macello, e che tra ganci e catene, simboleggia le costrizioni che possono soffocare l’arte fino a ucciderla , mandandola per l’appunto, al macello.

 

 

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