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Insetti, radici e scarti di verdura: ecco la cucina del futuro

Posted by : alessandra | On : 18 ottobre 2012

Menù antispreco, salutari e appetitosi. In futuro impareremo a valorizzare in cucina tutto ciò che il territorio offre, compresi alberi, alghe e insetti e a saper apprezzare tutte la specie locali di carne, frutta e verdura.

Sarà per il desiderio di risparmiare o per una consapevole scelta ecologista e antispreco, sarà che si tratta di una nuova moda culinaria se non addirittura di una nuova filosofia del cibo, fatto sta che le nuove tendenze in materia di cucina vedono costantemmente ampliarsi la varietà di materie prime e ingredienti talvolta insoliti altre volte decisamente sorprendenti che adeguatamente preparati possono essere adoperati per realizzare manicaretti nutrienti e gustosi.

Un interessante esperimento che restituisce dignità culinaria ad alimenti e parti di alimenti generalmente considerati non commestibili e quindi scartati è la cucina a base di avanzi che Regina Tchelly, di professione collaboratrice domestica, prepara nella sua scuola di cucina a Rio de Janeiro. Nella sua Favela Organica (così si chiama il progetto) Regina insegna come cucinare e rendere saporite bucce di frutta, radici di verdura, semi e altri scarti che solo per ignoranza e mancanza di volontà finiscono nella spazzatura anzichè nei nostri piatti.
E a quanto pare i nutrizionisti le danno ragione: sembra infatti che soprattutto le bucce di banana e di anguria siano estremamente nutrienti, basta solo saperle cucinare. Il risultato, assicura Regina, è non solo salutare ma anche appetitoso, inoltre ci permette di risparmiare sul budget familiare e di salvaguardare le risorse del pianeta.

E  se pensate che si tratti di una cucina povera e non certo da gourmet, beh, vi sbagliate. Dall’altro capo del mondo in Danimarca insetti, alghe e tuberi sono le materie prime alla base di un menù raffinato e alquanto stellato. Si tratta infatti degli ingredienti adoperati dal team del Nordic Food Lab, il laboratorio culinario d’avanguardia di Copenaghen che rifornisce il Noma, uno degli migliori ristoranti al mondo secondo la prestigiosa classifica della rivista britannica Restaurant.
Cucinare alberi, ragni e formiche non è una novità. Le cavallette fritte, ad esempio, molto diffuse negli affollati bazar notturni di Bangkok e adoperate in Africa come fauna snack per i turisti, sono ottime a detta di molti.
Ma dietro la scelta e le sperimentazioni culinarie del Nordic Food Lab c’è molto di più della sola innovazione creativa, c’è una vera e propria ideologia alternativa del cibo, che guarda al futuro dell’uomo e del pianeta.
In uno scenario prossimo dominato da carestie e global warming la vera sfida degli chef sarà quella di andare a caccia di nuovi sapori, imparando a sfruttare tutto ciò che il territorio locale mette a nostra disposizione. Questo significa – sostiene Lar Williams, lo chef che guida il team del Nordic Lab Food- anche valorizzare tutte le specie locali di frutta e verdura, molto spesso trascurate a favore di quelle singole varietà  che sono maggiormente richieste dal mercato. E per farlo è necessario recuperare le forme di lavorazione e preparazione degli antichi.

Insomma questione di necessità o di scelta, impareremo ben presto ad apprezzare nuovi ingredienti e sapori. Cavallette, ragni, maggiolini, vespe, bruchi e formiche entreranno a far parte a pieno titolo dei nostri menù. Gli esseri umani, si sa, sono onnivori e grazie alla loro creatività e abilità sono riusciti da sempre a sfruttare a pieno le risorse del territorio.
E del resto, se paragoniamo il cuoco ad un pittore che fonde i colori sulla tela per creare un’armonia visiva, per quale motivo dovrebbe limitarsi a dipingere utilizzando solo una parte delle nuance a disposizione sulla propria tavolozza?

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