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Il meglio del design indipendente ed ecosostenibile made in Campania in mostra al Design Trash ‘n Jewels.

Posted by : alessandra | On : 24 luglio 2012

Pesci in carta riciclata di Ilaria Ciancio

Metti una sera d’estate in un giardino al centro di Napoli una mostra-mercato dedicata all’artigianato e dell’ecodesign campano, aggiungici il DJ Set di Vozla con la sua selezione di musica pop noize e il buffet di prodotti biologici firmato la “Ragnatela” ed ecco che ottieni l’edizione 2012 del “Design Trash ‘n Jewels“.
Nato nel 2007, inizialmente come mercatino dell’usato e del baratto, in questi anni si è trasformato in un punto di aggregazione per artisti e designer indipendenti provenienti da tutta la Campania, riuniti, come ogni estate, nel giardino dell’Ostello Internazionale La Controra, per esporre ad un pubblico di curiosi e appassionati le proprie originali e innovative creazioni.  L’edizione di quest’anno ha registrato due appuntamenti, il primo a fine giugno e il secondo pochi giorni fa.

Creatività  e nuovi materiali
Nella frescura della sera, tra la musica e il buon cibo, il talento e la creatività si uniscono alla voglia di sperimentare forme e materiali nuovi ed ecco che nascono le collane in carta riciclata di Ilaria Ciancio (in arte 360° Creazioni Artigianali), le bottiglie insolite e originali di Raffaella Baldassare, e ancora le poltrone Cocoon dal concept innovativo del collettivo ZE123 o le borse in tessuto dal gusto retrò ispirate al cinema e alla moda vintage firmate Boho Design.
Oggetti di design, complementi d’arredo, accessori moda e opere d’arte uniti dallo stesso fil rouge: come nelle antiche lavorazioni sartoriali, ognuno di questi oggetti è un unicum, nato dalla fantasia e dal bisogno di sperimentazione dell’artista, mai identico a se stesso. Non solo, nei laboratori di questi moderni atelier, ogni creazione può essere personalizzata in base alle esigenze e ai gusti del committente.
La natura come fonte di inspirazione, l’attenzione alla sostenibilità,  la passione per il vintage, il desiderio di recuperare oggetti e materiali di scarto per sperimentare nuove combinazioni e dare loro nuova vita consernandone in qualche modo la storia, l’indipendenza dalle logiche industriali e di mercato: ecco il nuovo credo dei designer indipendenti.

Trasformare ciò che già è in qualcos’altro
Passeggiando tra gli stand mi imbatto in oggetti curiosi e sorprendenti ma anche estremamente funzionali: come LUCHEF, la lampada da tavolo realizzata da Salvatore Martorana combinando insieme un piatto, un tubo di alluminio bianco e un cappello da chef in TNT, ma anche i tappeti massaggianti di Clelia Martino composti da tappi di bottiglia distesi su una tavola di legno e biglie di vetro o le Mine di Natura, ideate da Roberto Monte, vasi d’appoggio per piante composti da sfere traforate in pasta colorata di gres.

Le splendide Lampade Medusa di Gigi d'Eustachio

In un angolo splendide e suggestive, spiccano le lampade da parete a forma di medusa  di Gigi d’Eustachio. Artigiano da oltre 20 anni, Gigi si è specializzato nella creazione di lampade d’autore, sia da tavolo che da appoggio, dando vita  nel suo studio in Via San Biagio dei Librai a vere  e proprie creazioni poetiche ispirate a figure marine o ad un oggetti e figure simbolo della napoletanità, come la caffettiera e il Vesuvio.

E poi ci sono le collane in gomma colorata e metallo di Franzisk (Francesca Buccheri), il cui vero amore però sono  i bottoni, con i quali realizza spendidi bijoux e ai quali ha dedicato persino un blog (www.bottoni.franzisk.it) ricco di curiosità e aneddoti. Quando le ho chiesto il perchè di questa sua passione mi ha risposto così:   “I bottoni  mi affascinano per la loro storia, il loro passato. Li scovo a casa degli amici, nei mercatini, dappertutto, alcuni sono bellissimi, veri e propri gioielli”.

Franzisk- collana Rubb in gomma e metallo

Alla cucina è dedicata invece la linea di presine “Hot in the kitchen” a forma di babà, peperoncino e Vesuvio di Laru (Laura Garcia Rubio), designer di origine messicana e napoletana di adozione, autrice, tra l’altro, di allestimenti per musei ed eventi e di una linea industriale di oggetti food and wine (originali e praticissimi per l’aperitivo i suoi vassoi Free Hand).

L’angolo per i più piccoli
Continuando a curiosare intravedo sul prato un oggetto che sicuramente farebbe la felicità del mio nipotino. Ideata da Trim Studio, officina creativa di arte e design e distribuita con il marchio Dedicart, si chiama Trimy ed è una piccola sedia  per bambini realizzata completamente in cartone riciclabile.

La sedia Trimy

Esposta per la prima volta al Fuorisalone 2012, si monta con pochi e semplici gesti e supporta fino a 90 kg di peso. Ciò che la rende particolarissima tuttavia è la sua superficie, completamente ricoperta da illustrazioni raffiguranti animali marini o altro: in questo modo il fortunato bambino può divertirsi a colorarla adoperando le matite, i pennarelli o qualsiasi altro strumento di disegno.

Biodesign: quando la natura diventa maestra
Di sicuro, una delle postazioni più interessanti è quella occupata dal Hybrid Design Lab, il laboratorio di ricerca di biodesign della Seconda Università di Napoli diretto dalla professoressa Carla Langella. Gli studi di biodesing traggono ispirazione dalla natura e dalle sue forme per applicarne gli aspetti estetici e funzionali nella progettazione di prodotti e servizi innovativi e sostenibili. Ed è così che nascono alcuni dei prototipi esposti al Design Trash ‘n Jewels, dalla sedia dondolo il cui materiale riproduce nella forma  la pelle della salamandra, alla lampada fotovoltaica che imita il funzionamento delle vespe, al gioiello matriosca che si ispira al meccanismo di sviluppo delle diatomee fino alla splendida linea di collane, bracciali ed anelli in pietra lavica e corallo semipregiato le cui texture sono ricavate dal calco di forme naturali, dalla superficie del cavolo alla foglia di verza.

E ancora le suggestive illustrazioni della casertana Monica Auriemma, veri e propri collage digitali, che uniscono disegno, computer graphics e i più svariati oggetti di risulta, gli appendiabiti e gli altri oggetti di arredo dalle linee essenziali firmati Esprimo Design (il duo composto da Francesco Esposito e Marianna Contaldo) ,  il progetto di ricerca estetica dedicato alla donna e intitolato “Historie femme” di  Claudia Mazzitelli, il marchio di bijoux personalizzabili My Net di Manuela Paci, gli eco-anelli realizzati con cannucce di plastica riciclata creati da Linda Schailon.

Gnam - L'appendiabiti firmato Esprimo Design

A guardare bene ce n’è davvero per tutti gusti e per tutte le tasche, dall’oggetto più prezioso al simpatico bijoux, dal gioco per bambini agli oggetti di design più raffinati fino ad arrivare ai progetti più innovativi.   Su tutto domina il desiderio di sperimentazione e la scelta dell’autoproduzione: che si tratti di borse,  gioielli o complementi d’arredo, sembra essere questo il minimo comune denominatore, che lega le diverse collenzioni . “I nuovi designer- afferma la professoressa Langella – non si limitano a ideare e immaginare forme e colori ma scelgono i materiali, le tecniche e gli strumenti,  l’uso e la funzione stessa dell’oggetto, si occupano cioè di tutto il processo produttivo: il design è diventato parte integrante della progettazione”. Insomma, che dire,  una vera e propria rivoluzione nel bel mezzo di una simpatica sera d’estate in giardino.

 

 

Comments (2)

  1. gigi d'Eustachio said on 25-07-2012

    brava alessandra !solo una piccola svista riguardo al mio cognome,x il resto sei stata chiara ed esaustiva. mi farebbe piacere mostrarti il mio lab-atelier ciao

    • alessandra said on 26-07-2012

      Sorry, errore di battitura…correzione effettuata. Mi farebbe molto piacere visitare l’Atelier, vengo a trovarti presto. Buon lavoro!

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