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Dinner in the Dark a Milano e la città diventa un elegante salotto per cenare in compagnia

Posted by : alessandra | On : 22 ottobre 2013

Quinto capitolo per Cenaconme, l’evento che trasforma piazze, strade e metropolitane di Milano in location segrete per raffinate cene collettive en plein air. L’organizzazione è fai da te ma sempre all’insegna dell’eleganza  e del bon ton.

Atmosfera elegante ma rilassata, risate allegre, uomini e donne in abito da sera, candelabri, brindisi e fiumi di vino. E’ così che si è svolta sabato sera a Milano, Dinner in the Dark,  5° capitolo di Cenaconme, l’evento che trasforma piazze e altri luoghi urbani in location per raffinate cene colletive en plen air, una sorta di pic nic metropolitano all’insegna dell’eleganza e del bon ton.
Per circa 4 ore, dalle 20 a mezzanotte, La Galleria del Toro, nei pressi di piazza San Babila, si è tramutata in un sorta di gigantesca ed elegante sala da pranzo in pieno centro cittadino, dove circa 700 persone,  amici e perfetti sconosciuti, si sono dati appuntamento per cenare tutti insieme, uniti unicamente dalla voglia di divertirsi e stare insieme in un modo insolito e originale.
Ma oltre al puro piacere di cenare in compagnia e divertirsi, c’è di più. L’obiettivo di fondo dell’iniziativa è quello di una riqualificazione urbana e umana: l’intento è riappropriarsi di luoghi della città ormai abbandonati o degradati  facendone lo spazio per sperimentare nuove forme di condivisione e socialità.
Nato come centro polifunzionale, il complesso della Galleria e del Palazzo del Toro ha assistito, in questi anni, alla lenta emorragia dei negozi e degli uffici che un tempo l’animavano e rischia un progressivo abbandono. Una location scelta non a caso, dunque.

Dietro le quinte di questo sorprendente flash mob, Rossana Ciocca gallerista e Alessandra Cortellezzi, esperta in pubblicità e comunicazione, che,  un anno fa, nel giugno 2012 hanno deciso di importare anche a Milano l’esperienza delle cene in bianco, sulla scia della famosa Diner en Blanc parigina, un appuntamento che, nella Ville Lumière, si rinnova da ben 25 anni, diventato ormai tradizionale e persino un marchio registrato.
E a Parigi, pensate un po’, il 13 giugno erano in 11mila, tutti vestiti di bianco e armati di tutto l’occorrente (dai tavolini ai cestini da pranzo) davanti alle fontane del Trocadéro e alla piramide del Louvre per il consueto appuntamento.

Come a Parigi anche a Milano il luogo dell’appuntamento è top secret e viene rivelato solo 24 ore prima.  Partecipare è semplice, basta comunicare la propria partecipazione via email.
Rispetto alle cene in bianco d’oltralpe, però, quelle organizzate da Rossana e Alessandra, lasciano maggior spazio alla fantasia e all’interpretazione personale, si differenziano infatti per essere più free e meno codificate. Prevedono, ad esempio, anche la presenza dei bambini (e ce ne sono parecchi a ben guardare) e una maggiore libertà nell’allestimento dei tavoli.

Per di più, tutti gli appuntamenti di Cenaconme interpretano un tema, ogni volta diverso, che si esprime, come sempre, in una frase scelta per l’occasione.
L’idea di fondo, mi spiegano le organizzatrici,  è fare dell’evento una sorta di racconto continuo strutturato in differenti capitoli.
Per la quinta edizione, le parole scelte appartengono alla scrittrice e filosofa francese Simone de Bouvaire: “Non si trasforma la propria vita senza trasformare se stessi”.  Una frase e un tema volutamente ampi per lasciare a ciascuno la possibilità di interpretare come meglio desidera la propria cena.

Massima libertà di espressione e di fantasia, dunque. Ciò che conta è mettersi in ghingheri e prepararsi di tutto punto e per questo 5° appuntamento la purezza del bianco ha lasciato il posto all’eleganza in nero.
Il dress code prevede infatti l’abito scuro, proprio quello che si indossa per andare a cena fuori in un ristorante chic. All’abito da sera si aggiunge poi, per chi vuole osare un tocco di fascino e mistero in più, la maschera sul viso, simbolo di gioco e travestimento.

Intorno alle 20 i più puntuali iniziano ad arrivare alla chetichella, ciascuno con le proprie vettovaglie: in meno di un’ora tutto è pronto, in tavola delizie di ogni tipo: sushi, cous cous, salami e formaggi, rustici di ogni forma e sapore, piatti di pasta.
Muovendomi a fatica tra un tavolo e l’altro (ormai c’è poco spazio, la Galleria è stracolma, alcuni sono costretti a sistemarsi anche all’esterno) lo spettacolo è quello di una allegra festa: ci sono tavoli composti da 4 o 5 persone, gruppi di sole donne, tavolate lunghissime, famiglie con bambini. In qualche caso, invece,  il tavolo manca e si cena distesi per terra ma pur sempre con stile naturalmente, comodamente adagiati su raffinate tovaglie di raso nero e illuminati dalla luce delle candele.

Alcune sono veterane come Liana, Raffaella, Simona e Martina, quattro amiche di Abbiategrasso, già alla loro seconda esperienza . Hanno scelto di partecipare perché “è divertente, si sta in compagnia e si passa una serata diversa”.
Altri invece, come Federico e la sua fidanzata, sono neofiti e sono qui soprattutto per curiosità. Con loro hanno portato il vino, un Terolgedo Rotaliano, e il cd per ballare il tango, memori di quando, l’anno scorso, il mezzanino di Porta Venezia si è trasformato improvvisamente in una balera per tangheri clandestini.

Tra i tavoli più originali e numerosi (28 persone), c’è quello di Sara, che a Dinner in the Dark ha scelto di festeggiare il compleanno e l’inizio di un nuovo lavoro invitando amici e colleghi e preparando una cena in piena regola, dall’antipasto al dolce e allo spumante per brindare.
Ma c’è anche chi sfrutta l’occasione per tirare fuori dall’armadio abiti e accessori eleganti da indossare al grido di “se non ora quando?” E il caso di Paola e del suo  cappello, splendido regalo proveniente da una bottega sartoriale di Milano, che finalmente trova il modo di farsi guardare ed ammirare.

Ciò che più colpisce, però, è l’atmosfera di solidarietà e complicità che finisce per contagiare tutti, trasformando tutta la galleria in un’unica grande tavolata.

E del resto, qui, non è difficile fare amicizia: chi era solo, ad esempio, poteva organizzarsi con altre persone grazie ad un gruppo creato su facebook. In molti, poi, si sono conosciuti per la prima volta condividendo lo stesso tavolo in uno dei precedenti appuntamenti ed ora sono tornati in compagnia dei nuovi amici.

Grazie al passaparola e all’attenzione dei media, le cene di Rossana e Alessandra, del resto, sono sempre più affollate. E se per questa volta ve la siete persa, non abbiate timore: Cenaconme tornerà ancora con un nuovo appuntamento e un nuova location segreta, percio’, mi raccomando, stay tuned!

Comments (4)

  1. Elena said on 03-11-2013

    idea fantastica…..mi piacerebbe proprio parteciparvi…..

    • alessandra said on 04-11-2013

      Ciao Elena, ti consiglio di seguire la pagina facebook di Cenaconme per non perdere il prossimo appuntamento :-)

  2. maurizio said on 07-11-2013

    Bella iniziativa, complimenti. Peccato averlo letto solo ora, avrei partecipato con molto piacere..

  3. MonChic said on 10-12-2013

    Ottima idea

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