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Anche i vizi hanno le loro virtù: un libro ci spiega perchè

Posted by : alessandra | On : 5 maggio 2013

Libro "Il gusto del peccato: perchè vizi e tentazioni fanno bene"

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia, ossia i sette vizi capitali condannati dalla morale cristiana. Tradizionalmente siamo abituati a considerare negativamente questi sentimenti ma oggi un libro li rivaluta.
Lo psicologo australiano, Simon M. Laham, ricercatore presso l’Università di Melbourne, nella sua opera Il gusto del peccato: perché vizi e tentazioni fanno bene” (Sperling&Kupfer), ci spiega che, se gestiti in modo equilibrato, vizi e tentazioni peccaminose possono trasformarsi in forze positive capaci di potenziare la nostra determinazione, stimolare la nostra creatività e aiutarci a raggiungere il successo.
Confortato da una serie di dati e prove scientifiche, Laham sostiene, ad esempio, che l’ozio favorisce le intuizioni lasciando la mente libera di vagare,  il piacere della buona tavola aiuta ad essere più generosi con gli altri, l’avarizia ci insegna a gestire con attenzione le nostre risorse rendendoci autosufficienti. E ancora che la superbia è fonte di autostima e  aiuta a valorizzarsi mentre la lussuria potenzia l’intelligenza e la creatività: per conquistare l’oggetto del nostro desiderio, infatti,  si è pronti a mettersi in gioco dando fondo a tutte le proprie energie e capacità. Persino l’invidia, il più velenoso dei sentimenti, può essere positiva se induce a prendere come modello esempi di comportamenti vincenti.
Sembrerebbe, dunque, che ad essere virtuosi e irreprensibili ci si guadagni ben poco. Lussuria & company rappresentano, in base agli studi di Luham, delle energie vitali che se ben indirizzate ci aiutano a raggiungere i nostri obiettivi e a diventare addirittura migliori.
E in fondo, forse, lo sapevamo già: ogni emozione in sé non è ne buona né cattiva e possiede un doppio risvolto, luminoso ed oscuro allo stesso tempo. Come gestiamo le nostre reazioni e le conseguenze che ne derivano fanno la differenza.
Se quindi ogni tanto vi concedete una fetta di torta in più o provate un po’ di invidia per il collega più bravo non fatevi prendere dai sensi di colpa ma provate invece a trasformare queste sensazioni in buoni propositi e azioni positive per voi e per gli altri.

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