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Airbnb: viaggiare low cost con le case in affitto

Posted by : alessandra | On : 27 novembre 2013


Stanze e case in affitto in tutto il mondo: Airbnb è la nuova community per chi ama viaggiare ma detesta le camere d’albergo. Alla base non c’è solo il desiderio di risparmiare ma anche il piacere di conoscere nuove persone e culture.

Coachsurfing, scambio casa, soggiorni da barattare in cambio di altri beni. Sono davvero tante le opportunità per chi desidera viaggiare low cost e allo stesso tempo sperimentare forme di ospitalità non convenzionale.
In più,  per chi ama girare il mondo ma detesta dormire in un’anonima camera d’albergo, ora arriva anche l’affitto 2.0.

Basta avere un’appartamento, una stanza in più o un semplice posto letto da condividere e il gioco è fatto.  Se poi da bravi italiani, avete un forte senso di accoglienza e l’idea di un guadagno extra vi alletta, allora avete proprio tutto quello che vi occorre per iscrivervi alla community di Airbnb.

Creata da tre giovani menti californiane e nata quasi per gioco nel 2008, oggi a cinque anni di distanza,  Airbnb conta 500.000 annunci in 192 paesi del mondo e finora sono circa 8,5 milioni le persone che l’hanno utilizzata.
Senza contare la varietà delle sistemazioni: non solo appartamenti ma anche ville, castelli, case sugli alberghi, camper, tende indiane, vagoni treno, case in miniatura, loft iperpanoramici, appartamenti in stile vintage per gli amanti degli arredi anni ’50 e ’60. Insomma c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

In Italia Airbnb ha conosciuto nel 2012 un vero e proprio boom registrando la cresciuta più forte in Europa. Sono attualmente 36.000 le sistemazioni disponibili e il numero di turisti che trova da dormire nel nostro paese utilizzando la piattaforma è cresciuto in un solo anno del 250%.

Complice la crisi, certo:  l’affitto percepito rappresenta per molti un guadagno extra che aiuta ad arrotondare a fine mese. E anche per chi si sposta, il costo a notte è spesso inferiore a quello di una camera d’albergo.
Ma non solo: per molti si tratta un’esperienza divertente che aiuta a entrare in contatto con culture e mondi lontani. Nella maggior parte dei casi, oltre al guadagno, altrettanto importante è il piacere dell’incontro,  il legame che si instaura prima con lo scambio di email, durante la permanenza e prosegue in molti casi anche dopo, e che supera di gran lunga la soddisfazione economica.
E non è un caso, allora, se proprio in Italia la piattaforma stia facendo sempre più proseliti. L’apertura all’altro, il senso dell’ospitalità, l’attenzione ai dettagli ci rendono particolarmente predisposti all’accoglienza e alla condivisione di nostri spazi domestici.

A facilitare l’incontro con l’altro anche la scheda profilo che ciascun utente, ospite o ospitante, deve compilare, con le informazioni su di sé, la propria vita privata e professionale, i propri hobby e le proprie passioni, corredata dalle recensioni degli altri utenti e collegata ai profili social. Un modo per conoscere meglio chi stiamo per accogliere o che ci ospiterà nella sua casa e superare il senso dell’estraneo.
A rassicurare gli utenti anche un servizio di assistenza attivo 24 ore su 24 e una garanzia che copre fino a 700.000 euro di danni.  In cambio Airbnb guadagna una commissione del 10% su ogni affitto.

Un modo di viaggiare low cost ma anche diverso dal solito, che permette di conoscere più da vicino i luoghi che visitiamo, che sia per piacere o per lavoro, non importa.
Cosa ci parla infatti di più delle abitudini di un paese se non la casa di chi ci vive, con i suoi oggetti, le sue regole, i suoi ritmi? E chi può darci le migliori indicazioni sulla città, sui posti da vedere, i luoghi dove mangiare, i negozi più interessanti per fare shopping se non chi ci abita?
Ed è proprio con questo spirito e facendo ampio ricorso agli in-put provenienti direttamente dalla sua community,  che Airbnb ha lanciato alla fine del 2012, Neighborhoods, le nuove guide ai quartieri (circa 300 finora) dalla Garbatella di Roma al quartiere Red Hook di New York, piccola e isolata comunità artistica in un’ex zona portuale di Brooklyn, da Tsukiji, il quartiere di Tokyo che ospita il più grande mercato di pesce al mondo  alla Bangkok che dorme mai, quella dei locali notturni di Lower Sukhumvit.

L’idea è semplice: fornire agli utenti della community consigli e indicazioni per conoscere la vera anima di una città, quella che si esprime con forza proprio nei suoi quartieri, con i suoi luoghi di aggregazione, i suoi riti, le sue tradizioni.
Ma è anche un invito a esplorare i luoghi meno conosciuti, non segnalati dalle guide tradizionali ma ricchi di fascino, così come i nuovi quartieri emergenti da Londa a Parigi, quelli dove oggi si concentrano la energie più vitali della città e nascono le nuove mode.

Comments (2)

  1. norma codazzi said on 29-11-2013

    gradirei trovare un appartamento per due persone per 3 notti a Scul o dintorni mi aiutate grazie

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